Festa di San Gaudenzio
Novara 22 gennaio 2026.
La nebbia e il freddo pungente hanno accolto la città di Novara nella tradizionale Festa di San Gaudenzio.
Il corteo delle rose, preceduto dai carabinieri a cavallo e seguito dalla banda e dai labari delle associazioni, partito dal Municipio, ha raggiunto la Basilica del Santo Patrono per la Santa Messa preceduta dalla consueta cerimonia del fiore con la quale si ricorda il Miracolo delle Rose del gennaio dell’anno 396 quando il Vescovo di Milano, Ambrogio, fece visita Novara all’amico Gaudenzio.
Il Vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla, nella sua omelia, prendendo spunto dalla parabola dei talenti del Vangelo di Matteo, ha sviluppato tre indicazioni sul tema “L’eredità del Giubileo”: l’immagine di Dio, la qualità del tempo e l’opera dell’uomo.
In conclusione vi propongo tre piste – ha chiuso il Vescovo – lungo le quali possiamo trasformare i talenti di Dio.
- I giovani: dobbiamo stare vicino alle nuove generazioni, soprattutto gli adolescenti, mettendo insieme l’opera degli educatori e dei volontari…
- Le famiglie: dal punto di vista sociale, la famiglia chiede risorse e mezzi, per entrambi i genitori che lavorano, di gestire i figli; le scuole materne e gli asili nido sono una risorsa preziosa della città…
- Le forze sociali: Novara e la sua provincia, ma anche tutta la Diocesi, può fregiarsi di essere un macrocosmo di iniziative sociali di volontariato…
L’eredità del Giubileo è proprio questa – ha concluso il Vescovo – immaginare proposte e sostenere pratiche per un mondo più giusto e riconciliato, mentre intorno infuria la guerra, prima che sul campo, nei dibattiti e nelle contrapposizioni sui social.
Al termine della celebrazione, la consueta visita allo scurolo in cui riposano le ossa del Santo.
